venerdì 31 gennaio 2020

Roma. Sfilate di Alta Roma. Estremo oriente e antichi simboli della tradizione asiatica per Giada Curti


Roma. Da L’Amante di Jean-Jacques Annaud, il film che ha ispirato la Collezione Haute Couture S/S 2020 di Giada Curti alla passerella: una ricostruzione suntuosa dell’Indocina, dove si respirano paesaggi e atmosfere che sembrano pura magia.

   

“Una Collezione, dichiara Giada Curti, dedicate alle donne, un inno alla femminilità, all’eleganza di ognuna di noi, raffinata impalpabile, come la protagonista del film “l’Amante” l’attrice inglese Jane March che a solo diciannove anni, con la sua interpretazione, gli fu conferito nel 1992 il Premio Bambi. Quella sua innocenza, mai volgare, è stata per me fonte di ispirazione per delle creazioni dal “mood” orientale, reinterpretate per la mia donna universale”

  

Suggestioni dall’estremo Oriente e antichi simboli della tradizione asiatica si legano ai moderni outfits di questa collezione, che richiama una femminilità ispirata alla seduzione delle geishe, al loro stile e alle loro atmosfere. Le infinite sfumature dei sentimenti delle donne vengono lette con legame di continuità tra Cina e Giappone, quindi trasmesse in un equilibrio di forme, tagli e proporzioni.

  


Ramage, bouquet floreali e pattern irreali. Nappe, raso e cordini che abbracciano la filosofia orientale. Protagonisti indiscussi: i tessuti impalpabili, come i gazar e le sete, le paillettes, le cinture orientali e i tocchi di nero che sembrano voler trovare un equilibrio tra Ying e Yang. Torna così l’idea di un’eleganza senza limiti di tempo e spazio, che viene unita alle forme essenziali della nostra contemporaneità.

Barbara Braghin

Roma. Sfilate di Alta Roma. “à Marchisa” lo stilista Gian Paolo Zuccarello. esalta la femminilità della Belle Epoque


Roma. Il dialogo onirico fra la Divina Marchesa Casati di Milano e Franca Florio detta la regina di Palermo, è stato il filo conduttore della Collezione Haute Couture S/S 2020 “à Marchisa” di Gian Paolo Zuccarello. Un debutto quello dello stilista siciliano, nel Calendario di Altaroma, trasformatosi in un vero trionfo. Trentuno creazioni sartoriali ispirate all’esaltazione della femminilità della Belle Époque, quel breve periodo di ottimismo e libertà che si dissolse con la Prima Guerra Mondiale.

 



Volumi esagerati, adornati da ricami a telaio a filo a pietre, cristalli, perle e piume, che vanno dal rigore del tailleur da giorno alle camicie importanti su pantaloni smoking, da abiti corti seducenti e femminili ad abiti lungi che avvolgono il corpo in trasparenze e asimmetrie, per poi esplodere in un gioco di forme e volumi per la BONNE SOIRÈÈ. Nobili ed esclusivamente italiani sono i tessuti: fibre naturali, tulle, mussola, organza di seta di cotone, broccato, mikado, velluto, ed eco pelliccia, i must della collezione. Ad indossarli le sue “muse” che in tutti questi anni sono state protagoniste delle sue passerelle.

  


“Una scelta mirata, dichiara Gian paolo Zuccarello, perché sono convinto che non può l’età, la taglia, le rughe cancellare la bellezza delle donne, per loro creerò sempre abiti da sogno che sanno cancellare gli ineludibili effetti del tempo”

  

Stile Liberty e le atmosfere di fine ‘800, anche nei Gioielli di Gaia Caramazza, realizzati per Gian Paolo Zuccarello, lunghi fili di perle, intrecci e forme ricercate donano alla silhouette una femminilità esplicita, libera ed un’eleganza eterna. La collezione, composta da pezzi unici realizzati in argento bagnato in oro, è un dono all’intimità e alle pulsioni più autentiche che ogni donna custodisce, e come per quella ritratta da Boldini, un omaggio al suo essere “divina”. Gran Finale con l’Alta Moda Sposa … l’abito del “SI LO VOGLIO” … sogno di ogni donna.

Barbara Braghin

Roma. Sfilate di Alta Roma. I Gioielli di Gaia Caramazza per le donne Boldiniane di Gian Paolo Zuccarello


Roma. Il dialogo creativo fra Gian Paolo Zuccarello e Gaia Caramazza, ha sancito il successo della Collezione “à Marchisa” Haute Couture S/S 2020, che lo stilista siciliano ha presentato nell’ambito del Calendario di Altaroma. Una collaborazione nata all’interno di Spazio Margutta, l’esclusivo concept innovativo della capitale, nel quale la promozione di brands italiani e stranieri, si amalgama alla creatività di fashion e jewelry designers.


Gaia Italian handmade jewellery ha realizzato, per Gian Paolo Zuccarello, la Collezione “Marchisa”, un inno alla Belle Époque e alla femme fatale dei dipinti di Giovanni Boldini. Lo Stile Liberty e le atmosfere di fine ‘800, sono rievocati in una collezione di gioielli unici, raffinati, seducenti, realizzati in argento bagnato in oro. Lunghi fili di perle, intrecci e forme ricercate donano alla donna dei nostri giorni una femminilità esplicita, libera, un’eleganza eterna.

  

“Se ogni nuova collezione per me è fonte di forti emozioni, dichiara Gaia Caramazza, quella realizzata per Gian Paolo Zuccarello mi ha proiettata in un periodo storico che amo particolarmente, quello dell'Art Nouveau. L’estetica delle “Divine” di Boldini mi ha permesso di far dialogare lo charme del gioiello antico con il design raffinato, elegante e contemporaneo di ogni anello, bracciale o collana presentato in passerella”.


Nel panorama dell'alta moda Made in Italy, la jewelry designer Gaia Caramazza è una delle principali protagoniste dell’espressione dell'antica tradizione dell'arte orafa. Il suo talento, enfatizzato con gli studi presso l’Accademia di Arti orafe di Roma, trae ispirazione da sempre sia dal mondo dell’arte che da quello della moda.

Barbara Braghin

Roma. Sfilate di Alta Roma. "Creative District, made in Ungheria" con quattro realtà imprenditoriali e creative


ROMA – Anche quest’anno ad Altaroma in Town per la quinta edizione, è ritornato uno degli appuntamenti più attesi del calendario dell’haute couture capitolino, il Progetto “Creative District” ideato da Antonio Falanga e Grazia Marino, prodotto e organizzato da Spazio Margutta. Punto di riferimento per la ricerca stilistica, l’innovazione dei materiali e la tradizione sartoriale, trampolino di lancio per molti stilisti e fashion designer italiani, il “format” punta quest’anno all’internazionalizzazione grazie all’autorevole collaborazione intrapresa con l’Ambasciata d’Ungheria in Italia e la Camera di commercio e dell’industria di Budapest (Budapesti Kereskedelmi és Iparkamara).


“Questa quinta di Edizione del “Creative District”, dichiara Grazia Marino, è un risultato importante ma non lo considero un traguardo, bensi una nuova tappa. La trasformazione del mondo del mercato ha determinato la scelta di fare scouting non solo in Italia ma anche all’estero, grazie alla propensione istituzionale del sistema moda ungherese, abbiamo potuto quindi selezionare ed invitare i quattro brand nel Calendario di Altaroma.”


Al progetto “Creative District Made in Ungheria”, quattro fra le principali realtà imprenditoriali e creative del momento: Antony Design, Pakamè, Orovica e Szilas Rita presenteranno le loro creazioni moda, nel prestigioso Palazzo Falconieri in Via Giulia, 1 - sede dell’Istituto Balassi - Accademia d’Ungheria in Roma.


“Il progetto, dichiara Antonio Falanga, nasce dall’intento di percorrere una nuova strada, rivolta alla promozione e all’internazionalizzazione dei mercati. Nelle precedenti Edizioni abbiamo dato ampio spazio alla promozione di creativi Italiani, quest’anno con il privilegio di collaborare con l’Ambasciata d’Ungheria in Italia e la Camera di Commercio e dell’Industria di Budapest, si è aperta l’opportunità di creare un “format” di promozione esclusivo, rivolto ai creativi delle principali realtà europee e non solo.”


IN PASSERELLA

Szilas Rita

Una borsa non è solo un accessorio: è piuttosto stravaganza, personalità e carattere. Lo sa bene Rita Szilas, che delle borse ha fatto il prodotto della propria creatività. Dopo essersi laureata in giurisprudenza, ha compreso che la moda e il design avrebbero rappresentato la sua vera passione, e ne ha fatto una professione. Dopo aver fondato il suo primo brand, Madream, ha concentrato il suo talento sulla creazione di borse, ispirandosi a raffinate intuizioni, come sagome di animali e oggetti antichi. I capi che produce sono caratterizzati da grande varietà cromatica e di forma; sono dedicati ad un pubblico sia femminile che maschile. Per Rita la borsa va oltre l'oggetto, si trasforma in un camaleonte, o un antico orologio, coniugando in sé l'instancabile originalità e l'indomita allegria della sua creatrice. Acquistare una borsa di Rita Szilas, equivale a regalarsi una vera e propria opera d'arte.


Pakamé

Il nome Pakamé deriva da Páncsity (PA), Kata (KA) e da me (MÉ) proprio perché ogni creazione è la stilista e la stilista è ognuna delle sue creazioni. Ciò che fa sentire viva là design Kata Páncsity è creare modelli. La collezione esprime tutto il suo stile e il suo mondo: abiti di classe, fatti con materiali di prima qualità che durino nel tempo, e, soprattutto, capi che creino armonia tra l’aspetto e l’anima della donna che li indossa. La collezione è ispirata alla moderna architettura contemporanea, delinea sagome di edifici che si riflettono in ogni singolo abito su misura. Oltre al colore nero, dominano anche colori vivaci come il giallo senape e il fucsia. Pakamé unisce l’eleganza e la stravaganza della donna in un unico definito outfit che crea perfetta armonia tra ciò che sono e ciò che appaiono.


Orovica

Prima era una manager economista, poi, dopo la nascita dei suoi figli ha preso la “migliore decisione della sua vita”, ha seguito la sua passione ed è tornata a studiare moda presso la Mod’Art International Hungary, dove si è laureata stilista nel 2017. Nella moda esprime tutta sé stessa: ogni mio capo di abbigliamento è qualcosa che lei stessa indosserebbe sentendosi elegantemente a suo agio. Le sue collezioni sono ispirate a donne forti e determinate, che sanno cosa vogliono e mantengono la loro femminilità in ogni situazione. La femminilità è la vera essenza del marchio Orovica. La donna Orovica indossa capi sofisticati e di classe, aggiungendo sempre un tocco in più al suo aspetto.


Antony

design Antony, avvocato di formazione, è un brillante designer che mescola materiali, colori, vecchi pizzi e ricami fatti a mano per realizzare abiti di straordinaria fattura con il brand “Antonydesign”. La nuova collezione “Something old, something new” –“Qualcosa di vecchio, qualcosa di nuovo”- è un connubio tra la tradizione dei ricami Matyò (Patrimonio Culturale UNESCO) e un stile moderno dai colori sgargianti. Il ricamo nasce dalla leggenda di una fanciulla che ricamò il suo grembiule con sgargianti fiori rossi per recuperare il suo amore catturato dal diavolo, Antony riprende questa tradizionale iconografia su modelli e materiali moderni. Anche l’originale pántlika, il popolare nastro, è messo in evidenza nei suoi abiti e accessori. Sebbene il mondo sia in costante cambiamento, questa collezione è un messaggio per ricordare quanto sia importante mantenere la tradizione.


Partner tecnici dell’evento: il Beauty Designer Raffaele Squillace che ha curato l’immagine delle modelle, l’Hair Stylist Lello Sebastiani della REA Academy e da Tecna Professional Haircure presente in tutto il mondo con i propri prodotti nei Retail di Lusso, nei Migliori Saloni di Bellezza e Concept Store. Si ringrazia: l’Azienda vitivinicola Ciù Ciù, Illy e San Benedetto.

Barbara Braghin


Roma. Sfilate di AltaRoma. Donne guerriere e soldatesse con armature per la stilista Sabrina Persechino


ROMA. Tellenae è una città romana il cui sito non è ancora stato identificato e quest’alone di mistero, insieme alla nascita dell’insediamento, dovuto per voto dedicato alla Primavera Sacra, ha affascinato Sabrina Persechino nella ricerca di elementi per la progettazione della collezione primavera – estate 2020.


Si può far risalire all’età del ferro la nascita di nuove popolazioni italiche, tra cui Tellenae, e l’elemento ferro domina la costruzione di questa collezione che percorre i tracciati del cardo e del decumano inserendosi nel sistema distributivo delle domus romane e ancora di più nella rappresentazione dell’accampamento dell’esercito romano che assumeva la forma di quadrato o rettangolo suddiviso, proprio attraverso le due direttrici, in quattro quartieri; all’incrocio il forum, via via le ordinate che dividevano questi grandi rettangoli in aree più piccole.


Lo schema urbanistico ortogonale, la suddivisione in quadrangoli uniformi, lo schema delle domus romane diventano la matrice vettoriale da cui originano le incisioni operate sui tessuti e sui metalli. Il moltiplicare e affiancare gli schemi degli accampamenti bellici e delle domus romane secondo una griglia regolare e ordinata, generata da cardo e decumano, porta Sabrina Persechino a sperimentare l’utilizzo di nuove trame e orditi disegnati con programmi di grafica vettoriale e incisi con il laser a ricamare “pizzi contemporanei”.


Così anche per la sperimentazione e l’utilizzo di maglie metalliche in acciaio e rame impreziosite da sete e fibbie bronzee. Le donne della Persechino sono eleganti guerriere che indossano con fierezza e raffinatezza stendardi e vessilli della legione di appartenenza; soldatesse protette da armature e da elmi emulati dalle fibbie e dai fermagli metallici inseriti rispettivamente sugli outfit e nei capelli. La palette dei colori si ispira agli intonaci dell’antica Roma, sbiaditi e romantici, sui quali, secondo Ruskin, “il sole cadente stendeva la sua patina, bella non meno che quella dei secoli” per cui il cilestrino, il colore del cielo verso occidente poco prima del tramonto, e il rosa quarzo che origina dal purpureo scialbato. Immancabili il bianco e il nero, ma il feel rouge della collezione è costituito dai bronzei, virati talvolta verso l’oro, talvolta verso il rame.


Outfit rigorosamente lineari e geometrici, come sempre di forte impronta architettonica, ma di estrema eleganza e sensualità, tra cui immancabili i capispalla e le tute, oltre che abiti da cocktail e da grande soirée sfileranno accompagnati dalle musiche marziali, prevalentemente percussioni, composte dal maestro Stefano Rossini e accompagnate dalla voce di Anna Konovalova, guerriera e sposa per eccellenza, il cui bouquet imita una sottile spada.

Barbara Braghin


Roma. Sfilate di Alta Roma. Una collezione di abiti dai volumi ampi e sontuosi per lo stilista Nino Lettieri


Roma. Per festeggiare i dieci anni di Alta Roma. Il maestro NINO LETTIERI ha presentato nella splendida cornice di Palazzo Ferrajoli a Roma, una capsule di dieci abiti di Haute Couture in collaborazione con la collezione di alta gioielleria “DE PARME DESIGN” disegnata dalla Principessa d’Olanda S.A.R. MARGHERITA DI BORBONE PARMA. Diamanti, rubini, zaffiri e smeraldi ricoprono le eleganti ed iconiche foglie d’oro rosa e bianco di svariate forme per i gioielli famosi in tutto il mondo.


Volumi ampi e sontuosi, tessuti esclusivi e pregiati, ricami dai disegni geometrici prendono forma per vestire la donna LETTIERI esigente e sempre alla ricerca di abiti importanti dal taglio moderno ma sempre rispettando i canoni dell’alta sartorialità. Per questa collezione il maestro SERGIO VALENTE ha realizzato un’acconciatura dal look contemporaneo con riferimenti classici di grande stile e alta professionalità. Il trucco è stato eseguito dall’eclettico make-up artist RAFFAELE SQUILLACE. I tanti ospiti venuti a festeggiare il maestro Lettieri hanno potuto ammirare la sua collezione, che è stata presentata in tre tableaux vivants in diversi saloni del palazzo FERRAJOLI, accompagnata dalle note delle violiniste, ANGELIKA e MARTINA, de LA SEMICROMA e dall’ottimo prosecco di TENUTA SCHIAVON.


Fra gli ospiti presenti, accorsi a palazzo Ferrajoli per applaudire Nino Lettieri: Gabriella Carlucci, Elena Russo, Jane Alexander, Irene Ferri, Josephine Alessio, Fanny Cadeo, Beppe Convertini, Metis Di Meo, Mariella Milani, Alessia Fabiani, Roberta Beta, Eduardo Tasca, Miriam Fecchi, Maria Cristina Santoro. Thanks to: per le acconciature il maestro SERGIO VALENTE, per il trucco Raffaele Squillace, per le calzature Albano per Nino Lettieri, per le borse Francesco Raia per Nino Lettieri, per le musiche La Semicroma, per il prosecco la Tenuta Schiavon. Per la grafica, la regia ed il coordinamento tecnico: DAYAN NAZARI, MASSIMILIANO COSTABILE E MARCO PUNZO.

Barbara Braghin


Milano. "Beautiful Curvy 2020", il calendario che esalta la bellezza formosa, parola di Barbara Christmann


Le ragazze, interpreti del calendario “Beautiful Curvy 2020” sono: cover Genny Lionetti interpreta Marilyn Monroe, gennaio Azzurra Cima interpreta Ashley Graham, febbraio Valeria Mallardi interpreta Audrey Hepburn, aprile Camilla Antonaroli interpreta Cleopatra, maggio Paola Rivolta interpreta Beyonce, giugno Eleonora Longhi interpreta Rihanna, agosto Chiara Zanaica interpreta Dita von Teese, ottobre Michela Ballarino interpreta Ashley Graham, novembre Francesca Angelo interpreta Claudia Cardinale, dicembre Daniela Perelli interpreta Ava Gardner.


Milano. Inclusione, accettazione e valorizzazione sono i messaggi di cui Beautiful Curvy è portavoce. Barbara Christmann, mente creativa del calendario e dell'omonimo blogzine, è stata tra le prime donne in Italia a capire l'importanza e la forza di questo messaggio . A sostegno dell'iniziativa anche Anita, Rosa Faia e Krisline , aziende che vestono tutte le fisicità. Nel mondo della moda infatti, il mercato plus-size sta prendendo sempre di più piede per rispondere alle richieste delle moltissime donne curvy.
E in Italia cosa succede? Nel Belpaese la rivoluzione arriva, mese dopo mese, grazie al calendario Beautiful Curvy che, giunto all’ottava edizione, continua a promuovere una bellezza diversa e che sarà in vendita da fine ottobre su Amazon e visibile da dicembre su Beautifulcurvy.com.


Sensuali, sorridenti e sicure di se, le modelle -dai 22 ai 44 anni- si ispirano e interpretano personaggi della musica, del cinema e della moda, come Marilyn Monroe, Claudia Cardinale, Dita von Teese, Cleopatra, Audrey Hepburn, Ava Gardner e le già citate Rihanna, Beyonce e Ashley Graham, icone di stile che hanno influenzato generazioni di donne. Negli scatti, di Stefano Bidini, si coglie tutta la dolcezza, grinta ed energia che le ragazze hanno messo in gioco per assomigliare alle loro eroine.


Per questa edizione una parte dei ricavati del calendario BeautifulCurvy andrà all’Associazione Curvy Pride - APS che promuove la pluralità della bellezza e sostiene la lotta al bullismo, alle discriminazioni e ai disturbi del comportamento alimentare soprattutto nella fascia adolescenziale. Un movimento che ha avuto inizio nel 2013 quando un centinaio di donne ha realizzato la scritta umana “Curvy” in Piazza Maggiore a Bologna per lanciare un messaggio di protesta “morbida” contro i modelli dominanti della moda e dei mass media.


La bellezza sta nell’occhio di chi guarda e molte persone sono stanche di vedere solo un modello estetico di stereotipata perfezione imposto dai media. Il mondo, infatti, si sta muovendo verso un ideale più inclusivo, che rappresenti una realtà sempre più forte e di grande attualità, nel quale le donne possano sentirsi belle e rappresentate. Oltreoceano da anni è in corso una vera e propria rivoluzione culturale, grazie a personaggi del calibro di Rihanna, Beyonce e Ashley Graham, donne tutte curve che promuovono l’accettazione di se stesse in ogni forma e fisicità.

Barbara Braghin